Oltre 200 imprenditori, manager e professionisti hanno riempito Area12 Hub, a Brescia, giovedì 1 ottobre per rispondere a una domanda che nelle imprese bresciane non è più teorica: il prossimo dipendente sarà un agente IA? Brix-IA l’ha chiesto alla sala in tempo reale, con un quiz proiettato sullo schermo, e la risposta è meno scontata di quanto sembri.
Quasi metà di chi ha risposto (49%) pensa che l’agente arriverà presto o ce l’ha già. Ma più della metà di chi ha risposto sull’integrazione (52%) dice che oggi, nella propria azienda, l’IA è ancora poco o per niente integrata: un voto da 1 a 3 su 10.
Dopo gli interventi, il tour agentico ha mostrato dal vivo, in quattro postazioni, in cosa davvero gli agenti possono supportare le imprese, fin da subito.

La serata
L’evento, gratuito, è stato promosso da Brix-IA, la community bresciana dedicata all’intelligenza artificiale. Accreditamento alle 18:30, avvio dei lavori alle 19, aperitivo di networking alle 20 e tour agentico alle 20:20.

A condurre la serata sono stati Paolo Bettoncelli (Web Heroes) e Paolo Bollani (ÈLive Brescia). Sul palco si sono alternati cinque relatori:
- Fabio Pasinetti, presidente di Brix-IA: l’intelligenza artificiale non si delega, né all’ufficio IT né ai consulenti esterni. La trasformazione funziona se la guida l’imprenditore, partendo da progetti semplici, misurabili e facili da vincere.
- Diego Zarneri, presidente di Limes Farm: come l’innovazione tecnologica nasce e cresce nei poli territoriali bresciani.
- Luigi Recupero, presidente del Gruppo L&T: cybersecurity, tutela dei dati e aspetti legali da presidiare per proteggere l’azienda.
- Lorenzo Bargnani, Business Unit IA di Invisiblefarm: casi d’uso concreti di automazione dei processi gestionali, con tempi che scendono da giorni a ore, e una demo di Claude collegato via connettori a Outlook, Fatture in Cloud, Factorial e YouTrack.
- Antonio Belardinelli, consulente di MicrolabX: l’analisi, con sondaggi in tempo reale, dei freni e delle opportunità per le PMI.

L’evento è stato realizzato con il supporto di Limes Farm, Assocamuna, Gruppo L&T, Invisiblefarm, MicrolabX, Formula Finance, GIMAV, KPS Financial Lab, Web Heroes e della fotografa Valentina Brando.
La sala risponde
Il quiz live, con sette domande su live.brix-ia.com, ha raccolto 155 schede: 88 persone hanno completato almeno cinque domande su sette. Le percentuali che seguono sono calcolate su chi ha risposto a ciascuna domanda, e il numero di risposte scende da 131 alla prima fino a 61 alla quarta, per poi risalire.
IA in una parola: futuro e automazione
Alla domanda «cosa ti viene in mente se dico intelligenza artificiale» (131 risposte) la parola più scelta è «futuro» (22), seguita da «automazione» (11), «presente» (7) e «supporto» (5). «Terminator» e «paura» compaiono sei volte in tutto, meno del 5%.
Già dalle prime risposte la sala mostra due modi di guardare all’IA: c’è chi la vive come un supporto nel presente («presente», «supporto», «automazione») e chi la considera una questione di futuro, con qualche diffidenza («Terminator», «paura»).

Gli strumenti: ChatGPT in testa, Gemini e Claude vicini
Alla domanda «Quali di questi strumenti hai usato nell’ultimo mese, anche una sola volta?» (114 risposte) gli imprenditori in sala hanno risposto così:
- 69% ChatGPT (79)
- 61% Gemini (70)
- 59% Claude (67)
- 32% Copilot (36)
- 22% Perplexity (25)
Quasi la metà (46%) ne ha usati almeno tre dei cinque. Solo tre persone non ne hanno usato nessuno.
Che tipo di imprenditore c’era all’evento?
Alla domanda «Onestamente: che tipo di imprenditore o manager sei?» hanno risposto in 108, con una scelta sincera sul proprio rapporto con l’IA e, più in generale, con il cambiamento. Ecco come si sono rappresentati:
- 43% Entusiasta solitario: entusiasta dell’IA, ma per ora la usa soprattutto in prima persona (46)
- 30% Raro esemplare: chi non solo usa l’IA, ma è riuscito a integrarla efficacemente nei processi aziendali, coinvolgendo anche altri nel cambiamento (32)
- 23% Volenteroso a secco: ha voglia di cominciare, ma ancora senza gli strumenti o il metodo per farlo (25)
- 5% Scettico per sentito dire: diffida dell’IA più per quello che ne ha sentito dire che per averla provata (5)
L’autodefinizione però non coincide con i fatti: chi si dice entusiasta solitario dà all’integrazione dell’IA in azienda un voto medio di 4,5/10, il raro esemplare 6,0/10 e il volenteroso a secco 2,0/10. La media di tutta la sala è 4,4/10.
Il prossimo dipendente sarà un agente?
Alla domanda «Il tuo prossimo dipendente sarà un agente IA?» hanno risposto in 61:
- 44% Forse, ma non subito (27)
- 31% Sì, e prima di quanto pensi (19)
- 18% Ce l’ho già (11)
- 7% No, non nella mia azienda (4)
Sì e «ce l’ho già» fanno insieme il 49%, mentre i contrari sono solo il 7%. C’è però un dato che stride: dei 19 che pensano che l’agente arriverà presto, 13 valutano tra 1 e 3 su 10 l’integrazione attuale. Sono convinti, ma fermi.

Integrazione dell’IA: due sale in una
La sala si è divisa in due scenari opposti: da un lato chi ha già portato l’IA nei processi (un terzo, il 33%, vota 7 o più), dall’altro chi, con un voto da 1 a 3, sta ancora cercando di capire da dove partire e a cosa serva (più della metà, il 52%). Ecco i numeri.
Alla domanda «Da 1 a 10, quanto è davvero integrata l’intelligenza artificiale nei processi della tua azienda?» hanno risposto in 95: la media è 4,4/10 e la mediana 3. Più della metà vota tra 1 e 3, solo il 16% tra 9 e 10 e la fascia di mezzo è sottile. Non è una sala media, è una sala bimodale.

Quali sono i freni nell’adozione dell’IA in azienda? Capire e fidarsi prima di spendere
Su 81 risposte, utilità poco chiara e dubbi su dati e privacy pesano insieme per il 52%. Competenze interne, costi, resistenza delle persone e «non so a chi rivolgermi» seguono a distanza. Metà dei freni, quindi, riguarda comprensione e fiducia, non budget.

L’attività da delegare subito all’IA: la posta elettronica
Alla domanda aperta «Qual è l’attività più noiosa della tua settimana che affideresti subito a un agente?» hanno risposto in 93. Le più citate:
- 27% Posta elettronica (25)
- 12% Amministrazione e contabilità: fatture, paghe, DDT (11)
- 5% Preventivi (5)
- 3% Recupero crediti (3)
Seguono la gestione di agenda, social e piano editoriale. In coda, richieste molto specifiche di settore: lettura di brevetti, controllo delle tolleranze, non conformità, documentazione qualità, consegne. Spunti così verticali potrebbero diventare il punto di partenza per eventi tematici, dedicati a specifici ambiti e settori.
Un po’ di realismo, detto con affetto
Una piccola avvertenza di lettura, da prendere con il sorriso: nessun righello è tarato quando mancano i campioni. La scala da 1 a 10 non ha un riferimento e di casi di eccellenza se ne vedono ancora pochi in giro, quindi il metro di paragone resta il vicino di sedia. Con quel metro, anche un 7 viene facile.
I dati lo lasciano intravedere, senza nulla di scandaloso. La maggior parte di chi ha votato 7 o più è coerente: nell’ultimo mese ha usato in media quasi tre strumenti IA. Ma, tra i 26 di loro che hanno risposto anche alla domanda sugli strumenti, 7 ne hanno usato al massimo uno; e tra i 18 che hanno indicato un freno, 2 hanno scelto «non vedo ancora un’utilità concreta». Un 8 con un solo chatbot è un po’ come sentirsi piloti perché si ha il navigatore in macchina.
Un righello, in realtà, esiste. Boris Cherny, il creatore di Claude Code, ha descritto a luglio i passi dell’adozione dell’IA contando gli agenti: da zero (strumenti bloccati) a uno, una decina, un centinaio, fino a oltre mille. La scala nasce per i team di sviluppo software e per le PMI va letta per analogia, ma il criterio è utile: non si chiede quanto ci si sente bravi, si contano gli agenti che lavorano davvero. Con quel metro, il nostro voto da 1 a 10 diventa una domanda più semplice: quanti agenti lavorano oggi per te?
Un commentatore su LinkedIn l’ha chiamato effetto Dunning-Kruger e Fabio Pasinetti ha convenuto. La buona notizia è che accorgersene è già un vantaggio, e che vedere un agente al lavoro, come nel tour agentico, aiuta a ricalibrare il righello.

Aperitivo e tour agentico
Dopo gli interventi, la serata è passata dalla sala all’aperitivo di networking, offerto da Brix-IA. Alle 20:20 è cominciato il tour agentico: quattro postazioni allestite da Invisiblefarm, MicrolabX e Brix-IA, dove i partecipanti, a piccoli gruppi, hanno visto in azione esempi pratici di agenti IA applicati a compiti aziendali reali. Davanti alle postazioni c’era la coda: un segnale molto positivo di come sia stata recepita tutta la serata, che ha davvero mosso la curiosità dei partecipanti. Lungo il percorso, sugli schermi compariva il messaggio della serata: non serve essere tecnici, serve iniziare prima degli altri.

- Invisiblefarm. Claude collegato via connettori a Outlook, Fatture in Cloud, Factorial e YouTrack: l’agente recupera su richiesta le mail ricevute, le ferie, le attività e i carichi di lavoro.
- Gabriele (MicrolabX). Agenti per la pubblicazione automatizzata di articoli.
- Alessio (MicrolabX). Agenti per la gestione della pipeline commerciale: il kanban si aggiorna in tempo reale con la dettatura vocale (speech-to-text).
- Peter (Brix-IA). Analisi in locale, su un GX10, di documenti contabili sensibili, ed esempi di progettazione 3D e di ingegnerizzazione di un processo produttivo, una pressa per la stampa di una ventola per GPU, delegati a Claude Opus 5.5.
Ti sei perso la serata? Seguici sulla community Telegram di BRIX-IA: i prossimi eventi sono già in cantiere.